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Il dialogo va ricercato senza polemica

09, Gen 2026

Pubblichiamo qui si seguito le dichiarazioni della maggioranza consiliare (pubblicate nei giorni scorsi da Gazzetta di Mantova) a fronte delle sollecitazioni del gruppo Consenso Civico.

Il confronto istituzionale non si costruisce con forzature narrative
La maggioranza ritiene necessario chiarire alcuni punti, affinché il dibattito pubblico non venga distorto da rappresentazioni che appaiono più funzionali a una strategia politica che a un reale interesse per il buon andamento dell’azione amministrativa.
Il richiamo al dialogo e alla collaborazione istituzionale è un esercizio legittimo, ma perde credibilità quando viene utilizzato come cornice retorica per delegittimare sistematicamente il lavoro della maggioranza e per attribuire intenzioni di chiusura che non trovano riscontro nei fatti.
Non è serio, né corretto sul piano politico, descrivere il normale confronto consiliare come un presunto rifiuto della critica costruttiva. La dialettica tra maggioranza e minoranza non prevede automatismi di accoglimento delle proposte, né può essere piegata a una narrazione vittimistica ogniqualvolta una linea politica non viene condivisa.
Le interrogazioni e le segnalazioni citate da Consenso Civico seguono, come tutte le altre, l’iter previsto dagli strumenti istituzionali. Il fatto che non vengano elevate a priorità politica o trasformate in scelte amministrative non è segno di chiusura, ma di una diversa valutazione delle urgenze e delle responsabilità di governo della città.
Appare dunque quantomeno pretestuoso presentare come “silenzio assordante” ciò che è, in realtà, una legittima assunzione di responsabilità da parte di chi è chiamato ad amministrare e non semplicemente a segnalare. Il ruolo della minoranza è fondamentale, ma non può essere confuso con una funzione di indirizzo politico che spetta, per mandato democratico, alla maggioranza.
Anche il ricorrente riferimento a una presunta distanza tra “Palazzo” e “città reale” risulta una semplificazione utile alla polemica, ma poco aderente alla complessità dell’azione amministrativa quotidiana. Valorizzare risultati, iniziative e percorsi avviati non equivale a costruire narrazioni autoreferenziali, bensì a rendere conto del lavoro svolto.
Il confronto istituzionale non si rafforza attribuendo all’interlocutore atteggiamenti che non gli appartengono, né evocando muri e bandiere per mascherare una chiara divergenza politica. In questo senso, l’intervento di Consenso Civico appare più come un’operazione comunicativa che come un contributo sostanziale al governo della città.
La maggioranza continuerà a operare con apertura, responsabilità e rispetto dei ruoli, ma respinge con decisione letture capziose che tentano di trasformare il fisiologico dissenso politico in un presunto deficit democratico.
Suzzara merita un dibattito serio, fondato sui fatti e sulle responsabilità, non su costruzioni narrative che cercano legittimazione attraverso il conflitto.


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